Parliamo di IMU

 L’IMU (Imposta Municipale Propria) è l’imposta introdotta con il Decreto Legislativo 14-03-2011, n. 23 Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale. La sua applicazione è stata anticipata al 2012 dal Decreto Legge 06-12-2011, n. 201 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici. Una parte dell'imposta che il contribuente è tenuto a pagare è destinata al Comune mentre una parte allo Stato.

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La legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità per l’anno 2014) ha escluso dall’applicazione dell’IMU:
  • le abitazioni principali, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e le relative pertinenze dall’applicazione dell’IMU.
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica»;
  • i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al comma 8 dell’art. 13 del DL 201/2011.
Su quali immobili si deve pagare l’IMU? Chi la deve pagare?
Deve pagare l'IMU chi possiede un immobile di quelli elencati all'articolo 2 del Decreto Legislativo 30-12-1992, n. 504 e precisamente:
  • fabbricato (unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano)
  • area fabbricabile (area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi)
  • terreno agricolo (terreno non utilizzabile a scopo edificatorio)
Ai fini del pagamento dell'imposta si è considerati soggetti passivi e quindi tenuti al pagamento:
  • il proprietario dell'immobile;
  • il titolare di diritto di usufrutto, d’uso, d’abitazione, enfiteusi, superficie sull'immobile;
  • il concessionario di un'area demaniale;
  • l’utilizzatore di un immobile concesso in locazione finanziaria. 
Ai fini dell’IMU è assoggettata al pagamento l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale in categorie A/1-A/8-A/9 e le relative pertinenze (si intende l’unica unità dove il proprietario ed il suo nucleo famigliare sono residenti e dimorano abitualmente).
Per usufruire di tutte le agevolazioni per abitazione principale, occorre avere la residenza e la dimora nell’abitazione di proprietà. Fino a che non sono presenti questi requisiti l’immobile è considerato ai fini IMU “seconda casa”.
Come si calcola l’IMU?
Per calcolare l'importo dell'IMU bisogna determinare la base imponibile che è costituita dal valore catastale dell’immobile.
Per calcolare il valore catastale dei fabbricati è necessario:
  • individuare la sua rendita catastale in Euro e rivalutarla del 5% (moltiplicandola per 1,05);
  • moltiplicare la rendita rivalutata per un coefficiente individuato sulla base della sua categoria catastale 
Categoria Catastale
Coefficiente
Gruppo catastale A (esclusa A/10)
160
A/10
80
Gruppo catastale B
140
C/01
55
C/02-C/06-C/07
160
C/03-C/04-C/05
140
Gruppo catastale D (esclusa D/05)
65
D/05
80
 
Per le aree edificabili il valore coincide con il valore venale in comune commercio al 01 gennaio dell’anno d’imposizione;
I terreni agricoli sono esentati dal pagamento dell’IMU nei Comuni ricadenti in aree montane o di collina come previsto già nell’applicazione dell’I.C.I. Negli altri Comuni, per calcolare la base imponibile, deve essere individuato il reddito dominicale in Euro del terreno e deve essere rivalutato del 25% (moltiplicandolo per 1,25). L’importo così ottenuto va moltiplicato per il coefficiente 135.
I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli che siano condotti direttamente dai proprietari, sono esenti dal pagamento.
Alla base imponibile così determinata deve essere applicare l’aliquota di riferimento deliberata da ogni singolo Comune; cliccando sul link seguente sarà possibile scaricare le delibere e i regolamenti dei vari comuni.
Per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e le relative pertinenze che non godono dell’esenzione, viene applicata una detrazione di € 200,00 (tale detrazione viene divisa equamente tra gli aventi diritto).
Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.
L’IMU è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili e/o inabitabili. Si tratta di un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. L’inagibilità e/o inabitabilità deve essere dichiarata dal contribuente.
NOVITÀ 2016
Con la Legge di Stabilità 2016 (Legge 28.12.2015, n. 208) sono state apportate importanti variazioni all’IMU per gli immobili concessi in comodato gratuito.
È prevista una sola forma di comodato gratuito con i seguenti requisiti:
·       il comodante/soggetto passivo deve possedere un solo immobile in Italia e deve risiedere anagraficamente nonché dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
·       se possiede due immobili, devono essere nello stesso comune, di cui uno obbligatoriamente è l’abitazione principale per il proprietario (comodante) e l’altro l’abitazione in cui risiede chi lo occupa (comodatario);
·       il comodato è possibile solo tra genitori/figli. Sono esclusi comodati al di fuori del primo grado in linea retta;
·       non vale nessuna scrittura privata o altra forma/dichiarazione di concessione del comodato ma deve essere registrato apposito atto presso un qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate, entro 20 giorni dalla sottoscrizione
·       sono esclusi i comodati per le abitazioni di lusso (Cat. A1, A8 e A9);
·       non è possibile effettuare due comodati nello stesso comune.
L'immobile in comodato non è assimilabile ad abitazione principale, ma rimane un immobile soggetto ad aliquota ordinaria, con base imponibile ridotta del 50%.
Infine per beneficiare della riduzione della base imponibile per l'immobile concesso in comodato, il proprietario deve comunicare e attestare il possesso dei requisiti al Comune tramite apposita Dichiarazione.
Per chi avesse già un contratto di comodato stipulato e registrato precedentemente, che rispetta le condizioni sopra indicate, bisogna fare solo la dichiarazione al Comune.
In ogni caso sono nulle per il 2016 le precedenti deliberazioni per il comodato gratuito che fanno riferimento a norme abrogate.
I versamenti
I versamenti devono essere effettuati mediante modello F24 alle seguenti scadenze:
  • Acconto da versare dal 1° al 16 giugno
  • Saldo da versare dal 1° al 16 dicembre
E’ possibile versare l’intero importo dovuto per l’intero anno entro la scadenza dell’acconto.
In caso di mancato versamento alle scadenze prestabilite, è possibile sanare la propria posizione usufruendo del ravvedimento operoso maggiorando l’imposta dovuta di sanzioni e interessi.
Dal 2013 l’IMU deve essere versata interamente al Comune di competenza ad esclusione degli immobili di categoria D. Per tali fabbricati, è riservato allo Stato, il gettito derivante dall’applicazione dell’aliquota di base (0.76%) al valore imponibile. L’eventuale differenza di imposta generata dall’aumento di aliquota da parte del Comune, resta di competenza comunale e deve quindi essere versata con il relativo codice tributo come da tabella di seguito riportata.
Descrizione
Codice tributo
IMU-Comune
Codice tributo
IMU-Stato
Abitazione principale e relative pertinenze
3912
--
Terreni
3914
--
Aree fabbricabili
3916
--
Altri fabbricati (esclusa cat. D)
3918
--
Altri fabbricati cat. D
3930
3925